Vittoria Gerardi | Padova, 1996

 

 

Ha iniziato a familiarizzare con la fotografia all’età di sedici anni. A New York frequenta l’International Centre of Photography.

Nella serie Confine l’artista presenta la sua percezione del paesaggio come esperienza fisica, visiva e mentale. La luce accecante, e la difficoltà di vedere, è resa selezionando parti di negativo, estraendo frammenti del paesaggio per trasformarli in linee simboliche, in bilico tra inconsistenza e materialità.

La serie Aletegrafia analizza la condizione latente della fotografia attraverso il mondo vegetale. Un filo d’erba sostituisce il negativo fotografico nell’ingranditore in camera oscura e viene proiettato sulla carta ai sali d’argento. Con un pennello imbevuto di liquido per sviluppo chimico, la complessa struttura filamentosa viene rivelata in una linea. L’artista abbandona il processo tradizionale che stabilizza la fotografia: la stampa continua ad assorbire la luce modificandosi nel tempo e mutandone la tonalità. Successive applicazioni di fili d’erba, argilla, cera e resina, paiono trasformare la fotografia in fotosintesi.

Vive e lavora a Padova.
 

 

After high school she moved to New York, where she attended the International Center for Photography.
In the series Confine, the artist presents her perception of landscape as, a physical, visual and mental experience. The blinding light, and so the difficulty in seeing, is done by choosing parts in negative, extracting fragments of landscape making them become/transforming them in symbolic lines, almost scars of light and time, poised between inconsistency and materiality.
The series Aletegrafia instead is a project that analyzes the latent condition of a photograph through the vegetal world. A blade of grass replaces the photographic negative inside the enlarger in the darkroom and is projected on photographic paper. With a brush soaked in the developing liquid, the complex fibrous structure is revealed in the space of a line. The artist abandons the traditional process that stabilizes the photograph: in Aletegrafia the print continues to absorb light changing over time and modifying its hues. Successive applications of the blade of grass, clay and resin, create a plasticity of union between light and nature, seemingly transforming the photograph in photosynthesis.

Lives and works in Padua.